
visite mediche complete
Una domanda che mi sento fare spesso è: “se lo sport fa bene, perché tanti atleti continuano a morire improvvisamente?”
Rispondo che negli atleti non solo c’è un rischio MCI, ma anche di lesioni cartilaginee, articolari, muscolari e tante altre dovute all’usura della struttura muscolo-scheletrica; questo succede perché l’atleta spinge al massimo, anche oltre i limiti, il suo corpo.
La morte improvvisa cardiaca può avvenire per due fattori:
– Elettrico: quando abbiamo una fibrillazione ventricolare che modifica l’ordine di contrazione delle cellule miocardiche, fermando il cuore.
– Emodinamico: dovuto a un aneurisma, alla rottura dell’aorta che causa un’emorragia.
L’atleta causa un rallentamento della risposta del sistema simpatico che, secondo le situazioni, può essere un fattore protettivo oppure la causa di un problema cardiaco.
In Italia abbiamo un sistema di monitoraggio e prevenzione molto migliore rispetto quello di altri paesi europei e del mondo; le nostre visite sportive sono molto approfondite ormai da decenni, proprio per cercare di prevenire ogni problematica.
Purtroppo, anche i controlli accurati non sempre possono evitare la tragedia, in quanto alcuni avvenimenti sono totalmente asintomatici e imprevedibili.
Allego alcuni studi sull’argomento:
- American College of Sports Medicine (1996). Position stand on exercise and fluid replacement. Med. Sci. Sports Exerc. 28(1):i-vii.
- Bently, S (1996). Exercise-induced muscle cramps: proposed mechanisms and management. Sports Med. 21:409-420.
- D.J., L.E. Armstrong, S.K. Hillman, S.J. Montain, R.V. Reiff, B.S.E. Rich, W.O. Roberts, and J.A. Stone (2000). National Athletic Trainers Association position statement: Fluid replacement for athletes. J. Athl. Train. 35:212-224.
- Holtzhause, L.M., and T.D. Noakes (1998). Planning emergency care for an ultra-endurance event. Trauma Emergency Med. June/July:19-26.
- Holtzhause, L.M., and T.D. Noakes (1997). Collapsed ultra-endurance athlete: proposed mechanisms and an approach to management. Clin. J. Sport Med. 7:409-420.
- Mayers, L.B., and T.D. Noakes (2000). A guide to treating Ironman Triathletes at the finish line. Phys. Sportsmed. 28(8):35-50.
- Miles, M.P., and P.M. Clarkson (1994). Exercise-induced muscle pain, soreness and cramps. J. Sports Med. Phys. Fit. 34:203-216.
- Noakes, T.D. (1998). Fluid and electrolyte disturbances in heat illness. Int. J. Sports Med. 19 (suppl 2):S146-S149.
- O’Conner, F.G., S. Pyne, F.H. Brennan, and T. Adirim (2003). Exercise associated collapse: An algorithmic approach to race day management. Am. J. Med. Sports 5:212-217, 229.
- Roberts, W.O. (1989). Exercise-associated collapse in endurance events: a classification system. Phys. Sportsmed. 17(5): 49-59.
- Sandell, R.C., M.D. Pascoe, and T.D. Noakes (1988). Factors associated with collapse during and after ultramarathon foot races. Phys. Sportsmed. 16(19): 86-94.
- Speedy, D.B., T.D. Noakes, I.R. Rodgers, J.M. Thompson, R.G. Campbell, J.A. Kuttner, D.R. Boswell, S. Wright, and M. Hamlin (1999). Hyponatremia in ultradistance triathletes. Med. Sci. Sports Exerc. 31:809-815.
