Il movimento, che sia sport o attività motoria da moltissimi benefici in situazioni di parkinsonismo, infatti aiuta a gestire sintomi, come la rigidità, il tremore e la mancanza di equilibrio.
Il parkinsonismo è causato da problemi quali lesioni cerebrali, tossine e/o farmaci, è di fondamentale importanza risalire alle cause, per trattare e in alcuni casi anche curare. Preciso che continuo a parlare di parkinsonismo e non di parkinson che è la patologia vera e propria.
Se i responsabili sono i farmaci nella maggior parte dei casi si può curare, infatti i responsabili sono quelli che bloccano un neurotrasmettitore che ha il compito di trasmettere informazioni, questo neurotrasmettitore si chiama dopamina.
La dopamina interagisce con aggregati di cellule nervose che gestiscono il movimento dei muscoli rendendo i gesti armonici e economici.
Non sono ancora noti i meccanismi fisiologici secondo i quali il movimento migliora il parkinsonismo e previene il parkinson, le indagini sull’eziogenesi della malattia sono in corso e speriamo che presto si scoprano informazioni utili, ma ci sono moltissime evidenze scientifiche che supportano e convalidano l’importanza dell’esercizio strutturato.
Molti studi1, dicevo, supportano e rinforzano la scelta di praticare attività motoria, soprattutto legata all’equilibrio, all’allungamento muscolare, posturale e all’armonicità dei movimenti senza scordare alcune sedute di rinforzo muscolare. Questi soggetti dovrebbero praticare tutti i giorni dai 20 ai 30 minuti di attività, le linee guida suggeriscono una ripartizione di questo tipo:
–esercizio aerobico minimo 5 volte a settimana per 30’ ad intensità moderata o
minimo 3 volte a settimana per 20’ ad intensità vigorosa
–esercizio di forza minimo 2 volte a settimana, flessibilità minimo 10’ per ogni sessione di allenamento
-esercizi di balance training necessari per migliorare casi di instabilità o per gestire la paura di cadere
Anche in questa patologia è evidente che “exercise is medicine“

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